Il colpo di fulmine.

 
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Il colpo di fulmine.

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single, Love 18 Nov 2016

Giacché il colpo di fulmine ha bisogno del segno della sua subitaneità (che mi rende irresponsabile, sottoposto alla fatalità, travolto, rapito): e, fra tutte le combinazioni di oggetti, quello che sembra vedersi meglio per la prima volta è il quadro: improvvisamente, si apre un sipario: ciò che non era stato ancora mai visto viene scoperto per intero, e da quel momento divorato con gli occhi: l’immediato vale per il tutto: io sono iniziato: il quadro consacra l’oggetto che io amerò.
(Roland Barthes)

Avete mai conosciuto qualcuno e ve ne siete innamorati, senza bisogno di sapere chi fosse o cosa andasse cercando? Il famoso colpo di fulmine, quello sguardo che in maniera inaspettata ci inonda senza che servano più parole pronunciate. Quella sensazione paralizzante alle gambe..la dilatazione delle pupille e del cuore.

Il suo amico disse, Giò da che parte vai? Lui rispose: Io nella sua stessa direzione, indicando me…

Era perfetto. Non importava se tutt’intorno ci fossero duecento persone che ballavano urlavano e si muovevano. C’eravamo noi, il resto non contava.

Questo lo si può chiamare amore?  O servono anni di frequentazione, di intimità di quotidianità per definirlo tale? Possibile che non possa essere tutto più veloce?

Siamo tutti alla ricerca dell’anima gemella, la metà della mela, qualcuno che ci completi, eppure sembra essere ormai diventato una leggenda. Lo è diventato perché crederci è vantaggioso. E’ troppo bello per essere falso, in quanto ci deresponsabilizza totalmente: avere un buon rapporto con l’altro/a non dipende da me, ma da Cupido.

Fin da piccoli ci accostiamo a questo argomento, cominciamo dalle favole. Ce le raccontavano da bambini sotto le coperte al calduccio. Ricordo che mia nonna Lilia accendeva il prete per scaldare il letto e preparava sempre del latte caldo con il miele, parlandone così mi sembra di per sé questa una favola; non c’era cosa più bella, la mia nonna e la mia favola. La sussurrava quasi, ma io non perdevo una parola e la mia mente vagava…

Immaginavo il principe azzurro, sceso in calzamaglia dal suo nobile destriero, arrivava sguainando la spada e combatteva contro le forze del male per salvare la bella principessa prigioniera del castello. Io ero sempre lei e volevo ricevere quel bacio meraviglioso, donato senza alcuna precedente conoscenza, senza dubbi e senza pretese. Nessuno nelle fiabe ha paura del domani.

Questa “fulminea” attrazione, pur se fondata soltanto sulla bellezza, sul potere e sulla nobiltà: qualità esteriori, e non certo interiori, è destinata – secondo le favole – a durare tutta la vita. Lo dice esplicitamente il classico lieto fine: e vissero tutti felici e contenti.
Il vantaggio di credere che il colpo di fulmine sia l’inizio di un grande amore consiste nella soddisfazione (nel sollievo, potremmo dire) di aver trovato una scorciatoia che abbrevia la lunga e difficoltosa strada verso l’amore. Come tutte le scorciatoie, è comoda e veloce: purtroppo però questa non ci porta dove volevamo andare…o così dicono, ma l’amore non rimane la cosa più libera che abbiamo? Magari sarà amore ad un altro stadio, ma vale comunque la pena viverlo e condividerlo? Io credo di si.

Viviamo di questo, di passioni, di emozioni, di speranze, di sogni, d’amore…e perché no di colpi di fulmine.

Questo era amore a prima vista, amore duraturo: un sentimento sconosciuto, insperato, inaspettato per quanto concerneva una questione di consapevolezza cosciente. Prese interamente possesso di lui ed egli comprese, con gioiosa sorpresa, che era per tutta la vita.”
(Thomas Mann)

In quanto a me..Volete sapere che fine ha fatto Giò? Sposato!!..ma con un’altra.

di

Sveva Saitto

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