Chirurgia estetica, Dr. “The Face” “Primum: non nocere”

 
dr. "Face" esperto chirurgia estetica e medicina

Chirurgia estetica, Dr. “The Face” “Primum: non nocere”

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single 15 Mar 2016

Questa la prima affermazione della prima lezione alla facoltà di Medicina e Chirurgia, nel 1989.

Avevo 18 anni e cominciava una fase della mia vita, la formazione universitaria e specialistica, che sarebbe sfociata nella professione di medico e avrebbe formato con essa un connubio inscindibile. A 31 anni, sono riuscito a realizzare la mia più forte aspirazione: diventare specialista in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. Perché indulgere ad un impulso autobiografico forse poco elegante?

È presto detto. Com’è noto, differentemente per quanto riguarda la Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, non vi è in Italia una vera e propria regolamentazione della Chirurgia Estetica.

La pubblicizzazione sfrenata della Chirurgia Estetica sul web, sui giornali e in televisione, la possibilità di esercitarla senza la necessità di una formazione specialistica, la concorrenza al ribasso: sono tutti elementi che hanno contribuito in grave misura a minare nel grande pubblico l’autorevolezza di una disciplina medica che al pari delle altre non dovrebbe consentire sconti alla qualità della formazione dei suoi professionisti.

Quando non vi siano garanzie legislative a monte, ancor di più il compito che qualunque specialista in materia deve porsi è quello di fornire una corretta informazione al suo pubblico, evitando con rigore deontologico la mercificazione della sua pratica.

Parimenti, è dovere di uno specialista certificato mettere in guardia da promesse miracolose, possibili soltanto a prezzo della qualità. Ne va della tutela dei pazienti, ne va della irrinunciabile professionalità con cui ogni pratica di Chirurgia Estetica va affrontata, al pari di qualunque altro intervento chirurgico.

Il dott. Antonio Distefano spiega alle lettrici e ai lettori come e quando scegliere di sottoporsi ad un intervento di lifting.

Come essere certi di preservare la naturalezza del viso? Quali eccessi evitare? Come riconoscere chi ha le competenze necessarie per effettuarlo? Una delle più grandi difficoltà che gli italiani incontrano nell’avvicinarsi al lifting è quella di trovare il coraggio per affrontarlo. Il loro timore non è tanto legato all’apprensione che qualunque intervento chirurgico suscita per i suoi aspetti tecnici, quanto all’enigma che spesso costituisce il risultato finale. Inevitabile non riconoscere in questo timore l’influenza di molte icone di spettacolo, sport e cultura, i cui volti, risultato di interventi spesso eccessivi e inadeguati, appaiono pesantemente alterati, innaturali, a tratti addirittura irriconoscibili.

Tuttavia, è bene ricordare che questo genere di risultati derivano dalla poca competenza di chi li pratica, e non da
una costitutiva necessità legata alla forma dell’intervento stesso. Un lifting dall’aspetto naturale è possibile, e praticarlo con sicurezza ed esperienza è il dovere di ogni chirurgo plastico specializzato.

Per comprendere efficacemente da dove derivi la naturalezza di un intervento ben riuscito è necessario addentrarsi un po’ nella struttura del volto e comprendere cosa accade durante il suo processo evolutivo, l’invecchiamento. Quando un viso invecchia accade sostanzialmente una discesa ovvero una perdita di tono muscolare; la pelle cede a causa del muscolo sottostante che scivolando progressivamente, la traziona verso di sé. Il muscolo dunque è il primo reale fattore dell’invecchiamento del nostro viso: traina, trascina la pelle soprastante.

Di conseguenza, quando si cerca di ringiovanire il viso in maniera efficace, è consigliabile non iniettare sostanze dall’esterno per mascherare la discesa dei muscoli nella speranza che questi, risalgano. Con una pratica eccessiva delle cosiddette “punturine” il viso si gonfia e diventa voluminoso, nascondendo letteralmente le sue fattezze originarie: da qui la perdita della freschezza e della naturalezza dei lineamenti.

Talora è proprio lo stesso lifting, quando mal eseguito, a risultare responsabile di modifiche dei lineamenti. Ad esempio, molto spesso si tende a tirare erroneamente molta pelle e a risollevare poco muscolo: quest’ultimo resta nella sua sede alterata dal tempo e nasce pure una discrepanza tra cute, molto tirata, e la corrispondente fascia muscolare, non risalita.

Da tecniche di scuola americana nell’ambito della chirurgia estetica, e in seguito franco-spagnola, giungono oggi metodiche attente a questo tipo di problema, con particolare attenzione al gusto europeo che pone la naturalezza come valore fondamentale. La tecnica che utilizzo personalmente, prevede uno studio approfondito e sistematico del viso: si osserva la sua forma originale e si valuta l’escursione verso il basso della muscolatura, attraverso lo strumento dell’analisi vettoriale. Ogni punto del nostro viso ha una propria linea di discesa, che può essere verticale oppure obliqua, e che va attentamente compresa prima di intervenire con un riposizionamento fascio-muscolare. Si elaborano quindi delle tecniche “ad personam” che mirano a riportare nella propria sede originale la muscolatura che è scesa. Questo avviene secondo dei vettori, ovvero delle linee di trazione, uguali ma opposti a quelli di discesa.

In questo modo il viso non perde la propria originale linearità, diventa più fresco e giovane di circa dieci anni e, soprattutto, risulta più piacevole e tonico all’aspetto. Dove lo scivolamento del muscolo sulle ossa ha determinato uno scavamento, un corretto lifting muscolare che abbia ricostruito il processo dell’invecchiamento è capace di agire con una forza inversa riconferendo al volto la freschezza naturale che possedeva molti anni prima. Con un
corretto impiego delle tecniche di lifting vettoriale l’alterazione dei lineamenti del viso è impossibile.

Dopo un’operazione così eseguita vi è la possibilità di recuperare una decina di anni d’aspetto, che è il massimo
che possa essere ottenuto senza fare sconti alla naturalezza. Recuperi di vent’anni di aspetto o addirittura di
più, come promessi da altre scuole d’intervento, sono destinati a risultare visibilmente mistificatori.

L’effetto di un buon lifting fascio-muscolare del viso e, soprattutto, del collo, che è la parte più difficile da correggere, dura dai dieci ai dodici anni in pazienti ideali, ovvero non fumatori e bevitori. La pratica comune, più saggia e lungimirante, prevede un solo lifting durante la propria vita, eseguito intorno ai cinquant’anni.

Quando il paziente desiderasse sottoporvisi nuovamente tra i sessanta e settant’anni a un intervento di chirurgia estetica, sarà comunque possibile, e si tratterà di un intervento meno radicale del primo. In molti pazienti subentra in seguito all’operazione un effetto talmente amplificante per l’autostima e per la propria vita di relazione che sottoporvisi può diventare addirittura una mania: questa deformazione è da evitarsi ad ogni costo, e la spirale psicologica di soddisfazione di questo bisogno può diventare pericolosa.

Personalmente non consiglio mai, per tutto l’arco della vita, di sottoporsi a più di due lifting, a distanza di quindici anni l’uno dall’altro.

L’operazione di lifting al viso è più agevole rispetto ad altre sedi perché le suture e le conseguenti cicatrici risultano invisibili, essendo di dimensioni molto ridotte, posizionate dietro alle orecchie e in mezzo ai capelli. Sul corpo, invece, tali antiestetici segni dell’operazione risultano inevitabilmente più estesi, ma un professionista capace dev’essere in grado di occultarli al meglio.

Ad esempio, nelle pazienti con un grembiule addominale abbondante, il segno della sutura si può nascondere benissimo ben sotto il segno dello slip, come risulta nel caso di un cesareo allargato. Sempre all’interno dello slip possono essere mascherati i segni di un lifting alle cosce.

Per quanto riguarda le braccia purtroppo le tracce dell’intervento sono inevitabilmente più evidenti e, in questo caso, non si può che sconsigliare di sottoporsi ad un lifting a meno che non ci sia un eccesso cutaneo veramente abbondante e un’età superiore ai sessant’anni. Il lifting del viso è definito di chirurgia “maggiore” di particolare delicatezza che necessita di grande precisione. Consiglio caldamente a tutti i pazienti che si indirizzano verso questo intervento di rivolgersi esclusivamente a professionisti qualificati e particolarmente specializzati nella chirurgia del viso che necessita di un lungo training in scuole di rilievo internazionale.

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