Come accettare i cambiamenti che la vita ci offre; imparare ad accettare, imparare a cambiare.

 
accettare i cambiamenti

Come accettare i cambiamenti che la vita ci offre; imparare ad accettare, imparare a cambiare.

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single 22 Apr 2016

Accettando i cambiamenti che spesso affrontiamo nella nostra vita, ci aiutano ad evitare sconforti   che impediscono alla gioia e alla serenità di emergere.

Spesso ci troviamo intrappolati nelle nostre esperienze passate dolorose, non desideriamo liberarcene e quindi ci “vietiamo” nuove opportunità magari positive.
E’ la resistenza e la paura che ci impediscono di andare avanti ed esplorare nuovi territori.

L’ identità è mantenuta dal non verificare “Cosa mi sta dicendo il mio corpo? Cosa mi stanno dicendo le mie emozioni?” Lasciamoci guidare dai sentimenti, dal nostro termostato interiore, quando non lo facciamo, la resistenza crea lo stress, la sofferenza e l’insoddisfazione.
Ed il messaggio che ci da la resistenza è: la vita è una lotta!
La resistenza non porta al cambiamento!
L’ accettazione porta al cambiamento!
Accogliere, anziché giudicare, lasciarsi andare,scioglie ogni tensione e rende fluido il percorso. apre la strada alle infinite opportunità.

“Perché continui a guardarti di fronte ad uno specchio “annebbiato” senza darti la possibilità di vedere la tua vera bellezza? Quella nebbia è il tuo “io” interiore che ti dice che non sei adeguato a questo o a quello. Chi te lo ha detto che è cosi? Perché lo credi? Ciò che esiste nel mondo è già tuo, basta che tu ne sia consapevole e lo accetti.

Esistono tante realtà quanti esseri umani ci sono su questo pianeta. Ognuno di noi crea e vive la propria realtà. La “realtà” è creata dalle nostre esperienze e dalle nostre credenze. Ciò che noi vediamo è qualcosa che è programmato in noi, NON è l’unica realtà. Iniziamo ad accettare totalmente noi stessi e tutto ciò che ci circonda e la realtà si espande. Attraverso la non accettazione e cioè la resistenza si diventa prigionieri degli eventi, del mondo esterno, di se stessi e dei propri pensieri limitanti.

Per interrompere i comportamenti che non portano ai cambiamenti sperati è necessaria l’accettazione totale di se stessi. Non è utile andare contro! Lasciati andare!
Tutto ciò che ti hanno insegnato a credere fino ad oggi potrebbe semplicemente non essere vero! Non possiamo essere come ci hanno detto che “dovremmo” essere. Ed è proprio per quello che ora forse ti senti inadeguato. Ascolta i tuoi sentimenti perché solo tu puoi sapere cosa è giusto per te.

Iniziamo ad amarci e ad accettarci cosi come siamo, accettando anche quelle cose che al momento sembrerebbe che non ci piacciono. Accettiamole ed amiamole, togliamo la tensione. Sciogliendo la tensione le cose possono finalmente iniziare a cambiare.
Essere arrabbiati con sè stessi o col mondo, sentirsi vittime degli eventi, non accettare se stessi non ci daranno mai la vita che desideriamo.

Dall’ organo cuore apprendiamo che l’assenza di movimento porta alla morte cellulare, dalla biochimica apprendiamo la stessa cosa. Ecco perchè si insiste tanto sul movimento fisico, ma anche sul cambiare cibo con le diverse stagioni e situazioni o il rinnovare il guardaroba o qualche complemento di arredo.

Sono attività che hanno la loro importanza. Quello che bisogna evitare è di ripetere e circondarsi sempre delle stesse identiche cose. Non è necessario esagerare, qualche accorgimento è sufficiente a produrre un cambiamento.

Un copridivano o copriletto con colori diversi, la tovaglia o dei cuscini colorati, oppure un orecchino estivo, una maglietta o un profumo adatto alla stagione. Lo stesso vale per gli uomini: circondarsi sempre delle stesse persone con la stessa identica modalità e ritualità è il  vero pericolo di non produrre movimento ma solo noia. Non fraintendiamoci non è che cambiando sistematicamente amici, compagno o compagna questo significa che siamo più vivi, direi che significa che non abbiamo creato dei veri rapporti e legami,  è la modalità del vedersi, ascoltarsi e comunicare che rende lo scambio vivo o morto.

Alcuni cambiamenti non sono voluti da noi ma ci accadono; è il modo in cui li viviamo a trasformali in cambiamenti comunque utili di passaggio o di transizione  verso quello che desideriamo vivere e diventare. Ecco che un cambiamento contiene in sè  la possibilità di sfruttare una nuova situazione e opportunità a nostro favore oppure una occasione per piangersi  addosso e generare disagio e  profondo senso di infelicità.

Purtroppo capita a tutti di ricevere delle sorprese indesiderate, scoprire di non essere amati dal ragazzo o dalla ragazza che ci interessa, ricevere uno sfratto quando meno ce lo aspettiamo, perdere il lavoro e essere lasciati dal proprio marito o moglie senza preavviso o possibilità di cambiare le cose. Sono momenti di sofferenza dai quali alcuni non sono in grado di riprendersi.

Una buona relazione con il nostro corpo, aiuta anche ad accettare i cambiamenti!Il corpo può essere complice (nel piacere) o nemico (quando non corrisponde all’immagine che desideriamo).

Funge da “biglietto da visita” nel rapporto con gli altri anche perché, e lo sappiamo bene, si è spesso giudicati dalle apparenze. Il corpo diventa facilmente bersaglio di frustrazioni e insoddisfazioni derivanti dal conflitto tra ciò che si è e ciò che si vorrebbe essere: spesso si diventa troppo esigenti e si finisce per disprezzarlo.

Convogliare tutte le attenzioni e le energie su aspetti legati all’esteriorità può impedire un contatto profondo con se stessi, ma cosa fare quando la nostra immagine ci rende insicuri? Come riuscire ad accettare un’imperfezione se la si considera la causa primaria di ogni infelicità?

Il cosiddetto “ideale del sè” (cioè quello che inconsciamente vorremmo essere), influenza la capacità di percepire la nostra persona nella realtà. L’ideale di sè avviene dall’approvazione dapprima dall sguardo dei genitori,  se la realtà familiare ha permesso vissuti “sufficientemente buoni” può maturare un sé tollerante, che aiuta a convivere serenamente con le imperfezioni.

Lo sguardo deluso di un padre che desidera che il figlio diventi un “campione”  condizionerà il ragazzo, il quale potrebbe percepire il suo corpo goffo e inadeguato.

Una madre che vive con angoscia la bellezza della propria figlia adolescente, perché costretta a fare i conti col tempo che passa, potrà rendere insicura la ragazza col suo sguardo “deluso”.

L’adolescenza e l’età matura sono momenti fondamentali per la costruzione dell’immagine di sé.

Non esiste limite di età per scoprire la propria creatività, per avere voglia di cambiare e di mettersi in discussione.

La fine di una relazione che non era più importante da tempo, o l’inizio di un nuovo lavoro più gratificante, possono essere, pur con tutte le comprensibili difficoltà, momenti stimolanti per cominciare una rinascita.

Per le donne la relazione con il proprio corpo è ancora più complicata perché l’adolescente deve, nel suo percorso di crescita, affermare la propria diversità, passando dall’essere “uguale alla propria madre” all’essere “differente e unica”, un percorso che può essere facilitato dallo sguardo del padre, che aiuta la costruzione dell’immagine della ragazza, riconoscendole un corpo. Il riappacificarsi con il proprio corpo è strettamente legato alla capacità di accettare la realtà, di riconoscersi come unici, di dare valore alla propria autonomia, di placare i conflitti legati allo sguardo dei nostri “genitori interni”.

Come può avvenire allora questa “riconciliazione” con il proprio corpo?

A volte capita che lo sguardo di chi ci desidera ci sveli qualcosa di noi che non conoscevamo: ci fa sentire diversi, più belli, più amabili, le carezze della persona amata fanno svanire magicamente tutti i nostri difetti. E’ importante tenere sempre presente che il corpo non è separato dal mondo psichico: ogni istante riceviamo messaggi che arrivano sotto forma di sensazioni fisiche (caldo, freddo, piacere o dolore fisico, etc.) o di sensazioni psichiche (tristezza, gioia, rabbia etc.). Un mal di testa, per esempio, potrebbe anche essere l’effetto di una rabbia soffocata, di tensioni non sciolte.

Accettare i segni del tempo con serenità può essere un’impresa difficoltosa se già il rapporto con il nostro corpo è stato compromesso in precedenza.

 

Quanto  il cibo può rappresentare una sorta di “compensazione”: imporsi delle restrizioni impedisce di trovare una rapida “consolazione”. A questo punto, la trasgressione (rappresentata, ad esempio, da un pezzo di cioccolato divorata avidamente) genera insostenibili sensi di colpa e ulteriore bisogno di consolazione, in un perverso meccanismo che porterà a mangiare l’intera tavoletta di cioccolato.

A volte affrontare una dieta può essere necessario, ma attenzione al “fai da te”.
E’ fondamentale in questi casi rivolgersi ad un nutrizionista di fiducia che aiuterà ad individuare ed eliminare le cattive abitudini alimentari e, caso per caso, elaborerà diete personalizzate: magari si scoprirà che cibi considerati proibiti possono essere reinseriti nei propri pasti, con beneficio del palato e dell’umore.

Mente e corpo non sono mai divisibili, imparare ad ascoltare i bisogni autentici del proprio corpo aiuta a comprendere più profondamente se stessi.

 

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