Intelligenza emotiva: impariamo a gestirla, affronteremo al meglio la nostra vita!!!

 
INTELLIGENZA EMOTIVA

Intelligenza emotiva: impariamo a gestirla, affronteremo al meglio la nostra vita!!!

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single, Salute e Benessere 28 Apr 2016

Conosciamo persone che sul lavoro sono molto intelligenti ma completamente incapace di capire i sentimenti della persona con cui sta.

E’ molto importante capire i sentimenti dall’altra parte;  tra persone in cui si crea un’empatia e la comunicazione emozionale entra in gioco si percepisce quello che l’altro sente che vuole comunicare.


A volte basta guardare il linguaggio del corpo per capirlo. Non è un discorso estetico: è un discorso di confidenza con la propria fisicità e di presentazione della propria identità. 

Esistono le coppie eterne? Le coppie che sono insieme da tantissimo tempo? Si, possono esistere,sono quelle che si scambiano amore e desiderio per tutta la vita: sono coppie ad altissima intelligenza emotiva, fatte di due individui che sanno valorizzare quel che c’è e non si mettono di malumore tutte le volte che qualcosa va storto: sono persone sorridenti alla vita, espressive, creative, che hanno un atteggiamento aperto anche verso la sessualità e sanno godere del piacere dell’altro, insomma in amore ci si deve applicare per essere felici.

Secondo Francesco Alberoni…Nel 1979 Alberoni pubblicò “Innamoramento e amore” in cui argomenta come l’innamoramento sia lo stato nascente di un movimento collettivo composto esclusivamente da due persone; egli parla:

Nella prima fase della dipendenza, la coppia sperimenta una “simbiosi”,  l’idealizzazione del partner è estrema, si pensa a lui come l’anima gemella e l’oggetto che soddisfa ogni proprio desiderio.

Si è molto egoisti rispetto ai propri bisogni che hanno la precedenza sul resto . Questa prima fase che dura circa due anni, si interrompe per favorire il passaggio alla successiva con i primi conflitti legati all’ ambiguità e alla ricerca della differenziazione; si manifestano le prime crisi d’ansia, utili per lo scioglimento della simbiosi.

La fase successiva si caratterizza per il desiderio di “differenziazione”; è il periodo della disillusione, della sofferenza dovuta alla scissione tra l’ideale e il reale, nascono i primi sintomi di incompatibilità, si comincia a pensare alla necessità di creare una giusta distanza. Si manifestano crisi depressive legate ad una difficoltà di gestione della rabbia nata proprio dalla scoperta dell’altro diverso. Il conflitto in questo periodo è centrale e fisiologico anche in funzione di un apprendimento delle regole del conflitto. Una buona elaborazione di questa fase permette il passaggio alla fase successiva.

L’indipendenza caratterizza la terza fase. Si tratta di un periodo di sperimentazione, la coppia sente l’esigenza di uscire dal nucleo a due e di esplorare l’esterno. E’ forse il periodo più problematico e pressante dal punto di vista conflittuale, si presentano litigi anaffettivi: ognuno cerca di andare per la propria strada, si presentano crisi emozionali legate all’ alternarsi di rimpianti e di speranze. E’ la fase più a rischio di rottura anche perché corrisponde al periodo in cui avvengono i tradimenti. In questa fase c’è però anche molta voglia di approfondire la conoscenza della coppia, si protende più per il mantenimento dell’unione che per la separazione.

L’ultima fase dell’interdipendenza si basa sull’accettazione  di un legame imperfetto, i partner giungendo alla consapevolezza che l’altro possa essere imperfetto, che la scelta del partner è indubbiamente collegata a modelli di attaccamento appresi nel tempo e che esiste a prescindere dai suoi mutamenti, attuano un processo di riavvicinamento che permette loro di acquisire una costanza dell’oggetto d’amore che travalica i conflitti e permette il riaccendersi del desiderio.

Il processo di scelta del partner non riguarda soltanto due persone, ma sottintende una struttura di tipo triangolare: io, tu, gli altri ; si intende per “altri”, tutto ciò che ha caratterizzato in modo significativo la crescita e i processi evolutivi di separazione e individuazione della persona,in poche parole, la maturità di coppia raggiunta.

Lo psicologo statunitense Daniel Goleman identifica l’intelligenza emotiva, legato all’uso corretto delle emozioni. Secondo Goleman, sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali!

Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, per esempio paralizzando la nostra capacità di agire o di decidere lucidamente. Se adeguatamente gestite, possono però regalarci una marcia in più aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci automotivare, a reagire meglio agli stimoli provenienti dall’ambiente.

Ecco perché allenare questa abilità può costituire la chiave per il nostro successo personale e professionale.

L’Intelligenza Emotiva si basa su tre abilità fondamentali: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia.Per sviluppare tali abilità e quindi la capacità di usare le emozioni in maniera intelligente dobbiamo:

Porre attenzione ai nostri stati interiori e interrogarci sulla loro natura e origine

Accettare le emozioni come parte fondamentale di noi

Imparare a riconoscere e bloccare i pensieri illogici e automatici che spesso accompagnano le emozioni

Connotare gli eventi come temporanei e dipendenti da cause specifiche

Ascoltare gli altri sospendendo il giudizio e l’interpretazione dei messaggi cercando di capire cosa l’altro vuole realmente comunicare

Imparare a prestare attenzione al linguaggio non verbale

 

Fonte: psicologia ok.com

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