L’amore malato

 
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L’amore malato

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single, Love 14 Nov 2016

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Charles Pierre Baudelaire diceva:

“Terribile è il gioco dell’amore, dove è necessario che uno dei due giocatori perda la padronanza di sé stesso.”

Vi è mai capitato di sentirvi prigioniere di qualcuno, di vivere un amore idealizzato, distorto..di sentirvi sempre sbagliate qualsiasi cosa voi facciate. Dare tutto l’amore in corpo per ricevere cosa? Bugie, frustrazione, insulti, rabbia…

Sperare in un suo cambiamento pensando, è il mio compagno, il mio uomo io lo conosco. Ripetersi, lui cambierà grazie al mio amore incondizionato..siamo insieme da anni, prima o poi mi darà le sicurezze di cui ho bisogno. Aspetti e speri arrivi quel momento… ma quando arriva? Quando esattamente lui sarà in grado di amare, di donarsi a te? Ci sono persone che ti amano come i tarli, ogni giorno il bello che fai per loro lo divorano fino a farti convincere che l’amore che avevi dentro non andava bene. Ti bucano l’anima, con il loro amore unilaterale, costruiscono ragnatele che difficilmente riesci a sopravvivere. Ci sono persone che ti amano come si amano gli oggetti, pensando che l’amore abbia un prezzo, come nei scaffali ai supermercati. E allora quando apprezzerà le tue doti e capirà che donna straordinaria sei?

Probabilmente mai.

Questo tipo di rapporto patologico è un rapporto vissuto più nella fantasia che nella realtà. In altre parole la relazione non è valutata per quello che dà effettivamente ma per quello che potrebbe dare se si verificassero certe condizioni.

Un’altra componente dei rapporti patologici è l’ambivalenza affettiva. L’ambivalenza (ovvero la coesistenza di sentimenti positivi e negativi verso la stessa persona) è una caratteristica di tutte le relazioni umane ma negli amori malati l’ambivalenza è particolarmente accentuata.
Con il partner si crea spesso una relazione d’amore e odio, attrazione e repulsione, che rende ancora più difficile valutare con serenità il rapporto e prendere delle decisioni. È anche comune dipendere affettivamente dal partner e allo stesso tempo non avere un opinione positiva di lui, non stimarlo, non fidarsi di lui.
Un’altra caratteristica di questi rapporti è la rigidità dei ruoli e delle dinamiche di coppia, i ruoli sono pochi e rigidamente stabiliti: per esempio, la coppia è bloccata in una dinamica genitore figlio: la moglie fa la bambina, il marito riveste un ruolo genitoriale e nel matrimonio manca la sessualità. Oppure se ci sono figli ci si relaziona solo come una coppia formata da mamma e papà e non come una coppia di persone che si amano.

Si litiga sempre per le stesse cose, nel rapporto manca la comunicazione, l’ ascolto e la comprensione reciproca che faciliterebbero la soluzione dei conflitti. Nella coppia si verificano sempre le stesse dinamiche disfunzionali: per esempio, lei chiede più intimità e lui, sentendosi soffocare, scappa.
Ma più lui è sfuggente, più lei si sente abbandonata e chiede rassicurazioni, più lei chiede rassicurazioni, più lui si sente oppresso e scappa e cosi via in un circolo vizioso da cui diventa veramente difficile uscire. Per questo bisogna avere una presa di coscienza e arrivare a dire basta, bisogna capire che il sentimento totalizzante che si prova verso il partner non è indice di un grande amore ma che si tratta di una relazione distruttiva che attiva degli aspetti problematici della nostra personalità e bisogna avere la forza di scegliere noi stessi davanti a quella persona. Noi siamo più importanti…e anche se ne usciremo distrutti a poco a poco ci ricostruiremo. Creeremo un nuovo mondo in cui vivere, con altre abitudini, altre giornate, nuove persone intorno e riusciremo a tornare individui liberi.

L’amore deve essere orgoglioso quando ci guarda, deve essere gioia quando doniamo, deve essere speranza quando ci allontaniamo. L’amore ti fa vivere, non ti fa morire ogni giorno.

di

Sveva Saitto

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