La solitudine se gestita bene è costruttiva: aiuta a conoscere noi stessi e gli altri

 
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La solitudine se gestita bene è costruttiva: aiuta a conoscere noi stessi e gli altri

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single 31 Mar 2016

La solitudine può essere una delle esperienze più dolorose dell’esistenza. Sentirsi soli, incompresi, avere quella sensazione di mancanza di qualcosa, qualcuno, un luogo, uno scopo, un’attesa.

Non  ha niente a che fare con il numero di persone che circolano nella nostra vita, la sperimentiamo a volte anche in compagnia, in famiglia, nelle relazioni intime.

Eppure con questo termine,  pensiamo solo all’abbandono o al rifiuto, vediamola come una condizione positiva: quella di godere della “nostra compagnia”, sentirci pieni di noi stessi e vivere appieno la nostra libertà.

Quando la solitudine è subìta e vuota, allora può essere distruttiva; i ricordi, i momenti vissuti positivamenti, anche se pochi, sono un bagaglio di positività.

La solitudine ha due aspetti: lo stare da soli e sentirsi soli. Abbiamo bisogno di appartenere a qualcuno ma anche di stare con noi stessi da soli.

Spesso siamo ambivalenti verso lo stare da soli. Una sera non vediamo l’ora di chiuderci in casa, di addentare un panino davanti ad uno schermo con la sensazione di non poter desiderare compagnia migliore. Quella successiva facciamo le stesse identiche cose avvertendo però vuoto, oppressione, bisogno di qualcuno.

La solitudine è difficile da gestire: la vediamo in modo distorto,; a volta sembra “strano” affrontare o concedersi qualcosa da soli, soprattutto se stiamo in coppia o in famiglia.

La sensazione di essere insieme a se stessi, bastarsi, darsi conforto, avere cura di sé, fare qualcosa persi nei propri pensieri vaganti, liberi da vincoli e interferenze, può sembrare delirio, incapacità o disagio relazionale. Invece è quel tempo dedicato a noi che ci rende più consapevoli e più forti per interagire con gli altri.

Anche in coppia si ha bisogno di momenti di distacco e separazione per rafforzare il legame.

Stare da soli del resto non significa essere soli. Per questo dovremmo impegnarci di più con la nostra solitudine: DEDICHIAMOCI DEL TEMPO  per riflettere su pensieri, magari accantonati, permettiamo loro di condurci in luoghi sognati o accantonati; mentre camminiamo, beviamo un caffè, i nostri pensieri prendono forma e ci sentiamo in pace, con noi stessi e predisposti verso gli altri.

E’ il nostro punto di forza: andare oltre le solite cose, per utilizzare in modo costruttivo le nostre “risorse”, riusciamo a coinvolgere anche amici o famigliari che si trovano nella stessa situazione!!

Non è un atteggiamento patetico scegliere di dormire da soli alcune notti, ad esempio, o sottrarsi a uscite serali e notturne con amici “rumorosi”. Salire su un treno da soli, partire per le vacanze da soli, fare una passeggiata da soli, guardiamo oltre i nostri pensieri: ci sono tantissime persone là fuori e non mi sembra che tutte siano tristi!!

Se pensate di vivere in solitudine sia colpa della Società che Vi ha isolato, allora dovete evitare che siano gli “altri” a decidere per Voi!!!

Incominciamo a pensare per obiettivi: gli affetti, il lavoro, gli hobby, quello che desiderate da tempo ma per ovvi motivi c’erano sempre degli impedimenti.

Affetti: amore e amicizia: non è solo colpa degli altri se siete rimasti soli, un po’ di responsabilità l’avete anche voi per cui rimboccatevi le maniche ed uscite di casa. Frequentate posti che vi piacciono, andate alle mostre, alzate il telefono e chiamate le persone care, circondatevi di gente che condivida i vostri stessi valori sulla vita. Piano piano uscite di casa ed andate a bere un caffè con un’amica, e magari a cena con due. 

Lavoro: cercate di essere innovativi, informatevi, leggete, siate orgogliosi di Voi stessi (prima del Vostro Capo) e se potete investite in un’attività che vi dia soddisfazione ed in cui valorizzare i vostri punti di forza.

Hobby e passioni: non si vive di solo amore e lavoro. È bello poter avere anche un momento per se stesse in cui valorizzarsi, facendo ciò che vi piace di più: una bella corsa a piedi o in bicicletta, una bella seduta alle terme, aiutare una persona anziana, una bella cenetta con amici, scrivere poesie, disegnare o dipingere……ma anche divertirsi, ridere, ballare, giocare.

La solitudine può essere un alleata ma…..importante dosarla: quanto basta!

Esiste dunque una solitudine diversa per ognuno di noi? Spiegarla non è sempre facile, leggendo il racconto del Piccolo Principe, alcune parole, rimangono nella mente

“Dagli uomini”, disse il Piccolo Principe, “coltivano cinquemila rose nello stesso giardino… e non trovano quello che cercano” “E tuttavia quello che cercano potrebbe essere trovato in una sola rosa o in un po’ d’acqua”… “Ma gli occhi sono ciechi. Bisogna cercare col cuore “
(Saint-Exupéry, 1943, pag. 108).

La solitudine, dunque, esiste prima dell’uomo.L’ovulo, al momento della fecondazione, è solo.

 La mente, in ogni caso, deve saper trovare da se stessa la propria felicità.

Seneca affermava che “La solitudine è per lo spirito ciò che il cibo è per il corpo”, Pier Paolo Pasolini diceva “bisogna essere molto forti per amare la solitudine”

 Fonte: P.L.
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