L’idealizzazione del partner

 
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L’idealizzazione del partner

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single, Love 03 Nov 2016

Potremmo affermare che, nella maggior parte dei casi, quando scegliamo il nostro partner, riponiamo in lui/lei, senza rendercene conto, un insieme di aspettative idealizzate, associate al piacere e al benessere. Tralasciamo però alcuni aspetti meno romantici, come le differenze, gli obblighi che emergono dalla relazione, le strategie per affrontare la sofferenza, etc.

A causa dell’azione dei diversi meccanismi inconsapevoli, nel profondo speriamo che l’altra persona colmi le nostre carenze. Proiettiamo nell’altro le nostre necessità e i nostri desideri insoddisfatti, e ci aspettiamo che sia il nostro partner a risolvere tutti i nostri problemi. Chiunque nega questo aspetto, ma sappiamo bene che è così.
Potremmo stilare una lista enorme di tutto ciò che cerchiamo nel nostro partner. Vogliamo che sia responsabile, un buon lavoratore, gentile, rispettoso, tollerante, solidale, che abbia un bel carattere e un fisico in linea con i nostri gusti. Questa lista potrebbe continuare all’infinito, ma al momento non è quello che ci interessa. Il succo della questione è: perché falliamo nella scelta del partner se abbiamo tutto così chiaro?

Il contesto e il momento mentale
È importante considerare il contesto e il momento mentale nel quale scegliamo il nostro partner. Se proviamo un forte vuoto affettivo, siamo soliti attribuire pregi esagerati all’altro e questo rappresenta un rischio emotivo. Questo atteggiamento obbedisce ad un insieme di necessità mal gestite e ad un’intolleranza della solitudine che dà, come risultato, la creazione di un vincolo con un’altra persona.

In generale, il processo di scelta del partner ha origine nell’insieme di emozioni inconsapevoli, derivate dalle relazioni con i nostri genitori. Vale a dire, dalla relazione che abbiamo stabilito con loro, soprattutto durante l’infanzia e della relazione tra di essi. Questo determina la struttura e il funzionamento mentale in noi per il resto della nostra vita.Tutta la nostra vita è segnata da questo primo vincolo. I genitori che si impegnano affinché i propri figli sviluppino la capacità di pensare e stimolino lo sforzo, oltre che il piacere della conoscenza, plasmeranno figli affettivamente sani.

Al contrario, i genitori che vietano o limitano la conoscenza, la curiosità o la creatività cresceranno persone che, in età adulta, stabiliranno vincoli affettivi basati sulla paura, sulle bugie, sull’invidia e sull’odio. Com’erano i vostri genitori? Che tipo di relazione avevano tra di loro? La risposta a questa domanda può svelarvi in che modo scegliete il vostro partner.

L’esperienza
Vale la pena chiarire che, oggigiorno, le relazioni e l’amore sono cambiati. Tuttavia, l’inconscio non ammette mode. Nell’essere umano predomina l’istinto della vita, quello che si cerca e si desidera, che comporta l’unione, che genera la vita e che mette in condizioni di creare e costruire.

Nell’esperienza il passato diventa presente, in termini di inconscio. Inoltre, questo riflette anche il fatto che gli esseri umani debbano stabilire vincoli per la vita e lo faranno a partire dal tipo di relazione che avranno stabilito con i loro genitori fin dalla nascita.
A questo tipo di relazioni si sommeranno, ovviamente, i distinti gradi di intensità associata all’esperienza. D’altro canto, sarà anche determinante l’istinto, tanto di vita quanto di morte, che predomina in ognuna delle parti.

Sarà l’insieme di questi elementi a determinare l’attrazione di una persona nei confronti di un’altra. Quanto meglio conoscete e capite l’amore fin dai primi anni della vostra vita, più libere e sane saranno le vostre relazioni presenti.

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