Quando l’uomo non è indipendente dalla mamma… un problema per il rapporto

 
peter pan

Quando l’uomo non è indipendente dalla mamma… un problema per il rapporto

Pubblicato da Annunci-Single in Il Blog dei Single, Novità 01 Giu 2016

Ci sono uomini che non riescono ad essere indipendenti dalla mamma, i cosiddetti mammoni.

Come gestire un rapporto con questo tipo di uomo? Secondo un sondaggio, un italiano su due fatica a staccarsi dalla famiglia di origine e pare che a soffrire di più di questo distacco siano i figli maschi, coccolati e viziati dalle mamme italiane.

Purtroppo la situazione sociale ed economica di questi tempi, non li aiuta ad uscire di casa,  per alcuni è l’unico motivo che li spinge a continuare a vivere con i genitori anche dopo i 30 anni, ed è comprensibile. Se invece, nonostante non abbiano problemi professionali e si rifiutano di abbandonare la famiglia di origine, si tratta di uomini che hanno paura ad “abbandonarla”.

Solitamente sono sensibili, sempre ben curati e ben vestiti, che all’inizio fanno un’ottima impressione a chi li incontra; purtroppo però quando si approfondisce la conoscenza si scopre che sono mamma-dipendenti.

In psicologia, è ben noto per il ruolo più importante nell’educazione del bambino è quello dato dalla madre. È infatti la relazione con la madre che struttura la vita psichica di un neonato e costruisce le caratteristiche che poi lo renderanno una persona adulta.

I “mammoni” purtroppo non hanno mai vissuto questo passaggio dallo stato di dipendenza, tipico dell’infanzia, a quello di autonomia, tipico dell’adolescenza, caratterizzato da una sempre maggiore separazione e differenziazione.
Questo però impedisce alle persone di sentire il bisogno di staccarsi dalla famiglia e vivere esperienze di confronto come amicizie, sesso e relazioni.

Gli uomini che sono dipendenti dalla famiglia, solitamente hanno mamme molto rassicuranti, protettive e perfette, che portano l’uomo a sognare una donna ideale, fotocopia della mamma. Sono madri tendenzialmente dominanti, che non consentono ai figli di emanciparsi emotivamente e tendono a troncare sul nascere le tensioni, gli scontri e le lacerazioni tipiche di un processo di separazione genitore-figlio.

Questo tipo di uomo,  è un “figlio modello”, che non ha mai dato ai genitori dispiaceri o problemi perché hanno sempre modellato le loro decisioni sulla base dei desideri materni, senza deludere la madre, perché significherebbe non avere più bisogno della sua approvazione per realizzare un progetto di vita.

E con queste premesse si capisce perché trovare una compagna con cui costruire una relazione matura e duratura non è facile, visto che non tutte le donne vogliono avere a che fare con bambinoni e mamme al seguito.
Infatti spesso questi maschi succubi della madre vanno alla ricerca di donne simili alla propria madre, cioè donne impossibili e perfette, proprio perché spesso si è consapevoli che non ci sarà mai la possibilità di incontrarle.

Il ruolo del partner è quello di aiutare il compagno a prendere consapevolezza della problematica senza insistere, perché si potrebbe ottenere l’effetto opposto aumentando la resistenza al naturale allontanamento. Altro errore che deve evitare il partner femminile è quello di entrare in una logica di contrapposizione con la figura materna del proprio compagno, che può diventare un’immagine rivale e per questo fastidiosa. I ruoli sono diversi e tali devono rimanere, altrimenti c’è il rischio, non solo astratto, che il mammone passi da una mamma all’ altra.

Amare, è anche comprendere, a volte è difficile, sopratutto dal momento che “l’uomo” si trova a modificare alcuni aspetti della propria personalità, e si sente in colpa nei confronti della madre, proprio per questo,  esistono professionisti che possono aiutare…..

 

 

Fonte: www.amando.it

 

 

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